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mercoledì 16 aprile 2014

Spaghetti gustosi con pancetta, uova, formaggio e granella di mandorle | Ricetta veloce

Che sono una foodblogger atipica l'ho sempre detto: non amo mettermi in mostra, non amo mostrare le mie abilità culinarie e soprattutto non rifiuto mai gli inviti a pranzo e a cena, perchè io non  provo felicità solo quando cucino, infatti sono felice anche quando cucinano gli altri per me! E quello che vedete qui sotto è uno di quei primi piatti veloci che mia suocera ci prepara quando arriviamo all'ultimo minuto


Avete notato quant'è bello il piatto? Lo adoro! Si tratta di un piatto piuttosto antico ricordo della bisnonna di mio marito... un pezzo che avrà circa 100 anni..
E trattandosi di un primo piatto veloce, passo immediatamente alla ricetta!

SPAGHETTI GUSTOSI della suocera
Ingredienti per 6 persone
2 spicchi d'aglio
250 g di pancetta affumicata
2 uova
una manciata abbondante di formaggio (solitamente parmigiano o pecorino)
una manciata abbondante di mandorle pestate nel mortaio e leggermente tostate
sale
pepe nero
olio extravergine di oliva possibilmente D.O.P.
500 g circa di spaghetti (il "circa" è indicativo, infatti mia suocera ne mette di più perchè i bis sono d'obbligo ;) )

Preparazione
Mettere l'acqua per la pasta a scaldare in pentola. Nel frattempo in un saltapasta capiente versare qualche cucchiaio d'olio e l'aglio (intero o spezzettato), quindi aggiungere la pancetta, far dorare e tenere da parte. Nel frattempo sbattere le uova, salare e pepare. 
Quando gli spaghetti saranno cotti al dente, scolarli e versarli nel saltapasta avendo cura di tenere una piccola quantità di liquido di cottura da parte. Far insaporire a fuoco vivace per un minuto, quindi versarvi sopra le uova sbattute col formaggio e la granella di mandorle tostate. Mescolare per un minutino in modo da far amalgamare il tutto, se necessario aggiungere qualche cucchiaio del liquido di cottura tenuto da parte e servire subito.

Notate anche la mise en place perchè anche quella è opera di mia suocera :) 
Ciao alla prossima

N.B. NON AUTORIZZO la pubblicazione delle foto e dei testi (in tutto o in parte), in alcuno spazio della rete, senza preventiva richiesta perchè sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941e successive modifiche. Copyright © I pasticci di Luna All Rights Reserved

martedì 8 aprile 2014

Frittata cu i mazzarèddi | Ricetta della tradizione siciliana

Da piccola non amavo questa verdura selvatica che cresce spontaneamente in questo periodo. Era amara e come tutte le cose amare, non la gradivo da bambina. Mi sono ricreduta da grande.
In effetti mi chiedevo il perchè tutti i miei parenti che venivano da fuori, chiedessero la frittata cu i mazzareddi, e la nonna la preparava in ogni periodo dell'anno, infatti aveva sempre una scorta di verdure in freezer.

Oggi posso dire che che avevano a desiderare la frittata cu i mazzarèddi più di ogni cosa: è deliziosa! Adesso apprezzo anche il gusto amaro, perchè un boccone di frittata, abbinato con un boccone di pane di semola siciliano è una delle cose più buone che abbia mai mangiato.
I mazzarèdd, conosciuti in Sicilia anche come "amarelli" o "amaretti" nel resto d'Italia sono conosciuti anche come "friarielli" o "cavoli selvatici".
Per il loro gusto amarognolo si usa accompagnarli con le uova ed il pane, oppure si usano per realizzare un deliziosissimo sugo di pomodoro magari assieme ai finocchietti selvatici, ma oggi vi propongo la frittata che fa letteralmente impazzire tutti!

FRITTATA CU I MAZZAREDDI
Ingredienti
un mazzo di mazzarèddi
uova q.b.
sale
pepe
a piacere una manciata di formaggio (pecorino stagionato)

Preparazione
Spuntare e lavare i mazzarèddi (solo la parte tenera, quindi quella in prossimità della punta) e porli in una padella antiaderente con dell'olio extravergine di oliva ed un bicchiere d'acqua. Salare, mescolare e coprire. Far cuocere finchè non saranno teneri, se necessario aggiungere dell'altra acqua calda, ma poca. 
Nel frattempo preparare le uova per la frittata sbattendole con una frusta o una forchetta in un piatto a bordi alti, salare e pepare. A piacere aggiungere del formaggio e qualche foglia di menta. 
Quando i mazzareddi saranno teneri e il liquido di cottura evaporato, aggiungere poco olio extravergine di oliva (se necessario) versarvi le uova sbattute precedentemente, mescolare con un cucchiaio di legno e premere leggermente per compattare il composto. Procedere come per qualsiasi frittata, facendo cuocere da un lato e poi anche dall'altro. 

La frittata potrà essere gustata sia calda che a temperatura ambiente, rigorosamente con del buon pane fresco.

E buon appetito!

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martedì 1 aprile 2014

Ricetta | Timballo di anelletti al forno con cavolfiore e tonno

Quando si sente parlare di "timballo di anelletti" si pensa subito al classico timballo con gli anelletti conditi di salsa a base di pomodoro, e poi cotti in una teglia foderata di fettine di melanzane fritte.... ma le melanzane in inverno non sono proprio "di stagione" e allora non ci resta che pensare ad un'alternativa!


TIMBALLO DI ANELLETTI AL FORNO CON CAVOLFIORE E TONNO
Ingredienti per 6 persone
un cavolfiore
200 g circa di Caciocavallo Ubriaco
160 g circa di Trancio di Tonno Costa Ponente sott'olio
pangrattato q.b.
olio extravergine di oliva preferibilmente d.o.p.
sale
pepe
a piacere poca scorza di limone grattugiata
500 g di anelletti

Preparazione
Lavare e lessare il cavolfiore in abbondante acqua non salata, quindi scolarlo al dente e tenerlo da parte. 
Nell'acqua di cottura del cavolfiore cuocere gli anelletti dopo aver aggiunto del sale q.b., avendo cura di scolarli al dente. 
Condire gli anelletti scolati al dente con dell'olio extravergine di oliva, aggiungere quindi il cavolfiore spezzettato e  condito precedentemente con sale e pepe ed il trancio di tonno scolato e spezzettato. 
Nel frattempo grattugiare il formaggio ed aggiungerlo agli anelletti conditi avendo cura di tenerne una parte di lato, che servirà alla fine. 
Ungere e spolverare di pangrattato una pirofila, versare gli anelletti conditi di tutti gli ingredienti e premere delicatamente (con le mani o con un cucchiaio) il composto in modo da compattarlo il più possibile. Spolverare la superficie con il formaggio rimasto e con del pangrattato, quindi infornare a forno caldo (250°C circa) finché sulla superficie non sarà comparsa la crosticina bella e dorata. 
Una volta sfornato, il timballo dovrebbe riposare per almeno 10-15 minuti per poi essere tagliato e servito, infatti dovrebbe mantenere la forma più facilmente che se servito subito.


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lunedì 24 marzo 2014

Curiosità sull'Olio extravergine d'oliva a denominazione di origine protetta

Qualche settimana fa sono stata invitata dalla Feder Dop Olio, a partecipare ad un corso sull'olio extravergine d'oliva DOP, a Roma. Non potete immaginare quanto mi abbia fatto piacere, infatti chi mi conosce sa che amo Roma e sa anche che sono un'appassionata di olio d'oliva, e tutti gli anni partecipo attivamente alla raccolta, mi reco al frantoio, ho addirittura studiato le tipologie di innesti oltre che conoscere le malattie dell'ulivo o i metodi naturali per sconfiggere i parassiti che lo danneggiano... insomma, era proprio pane per i miei denti, quel corso!


Nel giro di poche ore ero in partenza alla volta di Roma. Immaginate me, che di solito non viaggio da sola, ma che stavolta con spirito d'intraprendenza parto da casa in piena notte, percorro 100 km in macchina godendomi le luci dell'alba sull'autostrada, che volo a Roma.... tutto sembra perfetto fin qui, tranne che per il fatto che a causa di un ritardo aereo ho dovuto correre lungo tutto l'aeroporto di Fiumicino per recarmi dalla parte opposta a dove mi trovavo, per prendere al volo la navetta che mi avrebbe condotta in città.


Il corso propedeutico formativo sull'Olio d'oliva DOP è stato veramente molto interessante... c'erano alcuni esperti, ognuno nel suo settore specifico, che ci hanno spiegato tante cose, alcune delle quali a me ancora sconosciute.
La cosa che mi ha colpita di più è stata quella di scoprire dal Prof. Servilli dell'Università di Perugia, la differenza che c'è tra l'olio extravergine di oliva italiano e quello straniero, e la prova concreta sul motivo per il quale quello straniero costa molto meno. Ciò che è emerso è che l'olio extravergine di oliva proveniente dall'estero costa di meno solo perchè è molto ma molto più scadente: molto dipende sia da cosa accade nell'intervallo di tempo che inizia dal momento della raccolta fino al momento dell'estrazione dell'olio, ma anche da come quest'ultima avviene. 
E poi ci sono anche tante varietà di cultivar ad influire.  
Ma questa è solo una delle cose delle quali si è parlato, credo che un post non mi basterà per raccontarvi quante cose ho sentito ed ho scoperto, ci sono davvero tantissime cose che la maggior parte di noi ignora. 
Ad esempio, lo sapevate che le sostanze contenute in un'oliva, non le contiene nessun altro elemento presente in natura oltre a lei? Nell'oliva quelle sostanze sono talmente concentrate da renderla amara al gusto, cosa che tra l'altro le serve per difendersi dall'attacco dei parassiti ed incide sulla qualità dell'olio. 
Più l'olio d'oliva è piccante ed amaro e più buono... e d'altro canto, in Sicilia si dice "comu ricivanu l'antichi, auliva 'mmàra càttala cara" (ovvero come dicevano i vecchi saggi, l'oliva amara comprala a prezzo più alto, nel senso che è migliore e vale di più).  L'olio extravergine di oliva amaro, è più ricco di sostanze rispetto agli altri olii meno amari, tanto da essere consigliato nell'utilizzo per la cottura, infatti contenendone tantissime, continuerebbe ad averne anche dopo la cottura, durante la quale si sa che si degradano.
Tali sostanze sono molto importanti, infatti di tutte le sostanze fenoliche provate, le uniche che hanno avuto riscontro scientifico positivo, sono solo quelle dell'olio d'oliva. I composti fenolici bioattivi presenti nelle olive, sono importanti a livello farmacologico, infatti è stato dimostrato con oltre 30 anni di studi che hanno proprietà utili alla prevenzione del cancro, come antiossidanti, antinfiammatori, cardiovascolari e altro ancoraPer oggi mi fermo qui, ma prima di salutarvi vorrei farvi riflettere sul fatto che non tutti, al momento dell'acquisto dell'olio extravergine di oliva, badano al fatto che sia DOP, ovvero a Denominazione di Origine Protetta, infatti molto spesso per risparmiare, acquistano l'olio che costa meno, pensando erroneamente che gli olii extravergini siano tutti uguali. Sbagliano. E allora vi saluto con una domanda che spero vi porti a riflettere: 
Perchè su una bottiglia di vino, che finisce in una sera, siamo portati a spendere anche parecchie decine di euro e invece su una bottiglia di olio extravergine di oliva, che dura anche per dei mesi, preferiamo spendere il meno possibile? 
Io una cosa l'ho capita: le sostanze benefiche che contiene l'olio d'oliva, il vino non le contiene di sicuro.


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lunedì 17 marzo 2014

Ricetta Patè di fegatini alla toscana

Quando ho assaggiato per la prima volta i crostini toscani è stato amore a prima vista. Ammetto che prima di adesso non avevo mai acquistato i fegatini di pollo, non li avevo mai notati nel reparto macelleria... ma quando li ho visti ho subito saputo cosa farne


Dovete sapere che per me purtroppo, è sempre il solito discorso: dove abito io mi è molto difficile reperire parecchie cose, parlo di ingredienti sia conservati che non. Purtroppo per gli alimenti freschi non posso far molto, però per quelli conservati non di rado mi avvalgo della possibilità di acquistarli su internet, chiaramente cercando sempre di comparare i prezzi e scegliendo i più convenienti a parità di prodotto. Uno dei siti dove mi piace passare prima è CupoNation, infatti in base agli acquisti che devo compiere, molto spesso trovo dei codici sconto che mi permettono di risparmiare sulla spesa.  Il sito offre diverse categorie che spaziano dalla Moda, all'Elettronica, ai prodotti per bambini e molto altro, fino ad Auto e moto. In questo momento c'è uno sconto del 10% per gli acquisti su Cassandra.it  che offre un vastissimo catalogo di enogastronomia, compresi numerosi patè. 
E a proposito di patè, dato che da me quello di fegatini per i crostini toscani non si trova, l'ho fatto da me! Oggi vi mostro come ho preparato quello che secondo me più si avvicina a quello che ho mangiato lo scorso anno in Toscana. 


PATE' DI FEGATINI ALLA TOSCANA 
Ingredienti
350 g di fegatini di pollo già puliti
1 cipolla
1 carota
2 cucchiai di capperi dissalati
2 acciughe
1 foglia di alloro
1 foglia di salvia
sale
pepe
due noci di burro (formate con un cucchiaio da tavola)
4 cucchiai di brandy (qualcuno usa vino bianco o cognac)
1 bicchiere di brodo vegetale

Preparazione
In una padella antiaderente a bordi alti (io uso il wok Illa Pearl) scaldare una noce di burro con la salvia e l'alloro. Aggiungere la cipolla affettata e la carota, e poi i fegatini, salare e pepare. Far soffriggere, quindi sfumare con il brandy e farlo evaporare. Versare due bicchieri di brodo vegetale (io uso acqua calda e dado vegetale fatto in casa) e far cuocere fino a che il liquido di cottura non si sia ristretto.
Versare i fegatini  nel bicchiere del frullatore, aggiungere i capperi e le acciughe diliscate e la noce di burro rimanente. 
Frullare il tutto e se necessario, aggiustare di sale e pepe. 
Il patè è pronto per essere spalmato sui crostini di pane.


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