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giovedì 18 settembre 2014

Eventi | Fiera del fungo IGP a Borgotaro

I funghi di Borgotaro, in Valtaro, nell'appennino parmense, sono pregiati e conosciuti e il 20-21 e 27-28 settembre 2014 saranno i protagonisti della rinomata fiera del fungo IGP di Borgotaro
Essi sono i principi delle tavole autunnali e, cosa molto importante, sono I.G.P.


L'evento, alla sua 39esima edizione, è stato presentato il 10 settembre 2014 e negli anni è cresciuto così tanto da rappresentare una delle maggiori attrattive del settore, anche perché ad ogni edizione, presenta sempre delle novità rispetto a quelle precedenti.

La fiera del fungo IGP di Borgotaro si svolge durante gli ultimi due weekend del mese di Settembre e la sua particolarità, richiamo per turisti ed appassionati, è da attribuire al mix fra tradizione e innovazione, una festa gastronomica lungo le vie del grazioso centro storico, fra le sue case colorate, e soprattutto fra la sua gente. 
La città di Borgotaro poi, in questi due weekend ospita aree di degustazione, stand gastronomici, mercati tematici, esposizioni e concerti, il tutto seguendo un filone unico che valorizza e premia la qualità di tutto ciò che è "popolare".
Questo dimostra la capacità di dare risposta ad un evento in grado di richiamare visitatori e turisti giunti apposta per celebrare il fungo porcino che, per le sue peculiari caratteristiche, rappresenta un naturale motore di sviluppo premio territorio.

Alla fiera si trova essenzialmente il buon cibo, esposto come in una lunga e colorata sfilata dei prodotti tipici delle varie regioni d'Italia, dalla Sardegna al Trentino, con al centro tutta un'area dedicata al Fungo IGP e ai prodotti locali, come le marmellate di montagna e il Parmigiano Reggiano direttamente dai caseifici della Valtaro. 
Il fungo, in tutte le sue forme, fresco ovviamente, ma anche secco, sott'olio e in crema, perfetto per chi vuole portarsi a casa il meglio di Borgotaro, ma è anche possibile degustarlo comodamente nei tanti ristoranti del centro storico e dei dintorni, cucinato dalle mani sapienti degli chef locali. Vi consiglio di comprare i funghi sott'olio perché sono eccezionali, li ho assaggiati durante gli SDBAwards.

Per tutti i visitatori, ASCOM offre un servizio gratuito allestito nel centro prenotazioni ristoranti in piazza XI febbraio, dove si possono avere informazioni utili sui ristoranti del territorio e i menù degustazione.

Anche il Sindaco di Borgo Val di Taro, Diego Rossi, che ho avuto il piacere di conoscere di persona, ha voluto sottolineare l’importanza di tale manifestazione, che “di anno in anno fa scoprire a tante persone Borgotaro e tutta l’alta Valtaro, attraverso le sue tipicità e i suoi eventi, una visibilità che è frutto di un grande lavoro di collaborazione che coinvolge gli enti, le associazioni e le attività commerciali e della ristorazione.”

Un'area del centro sarà poi dedicata al percorso "Qualità e gusto", che si apre con la degustazione di prodotti DOP e IGP di venerdì 19 alla sera, per continuare il 20 e 21 settembre con incontri e degustazioni, ospite speciale domenica 21 Michele Cannistraro, direttamente da Masterchef Italia
Sabato 20, invece, degustazione gratuita e incontro a tema con le autrici del libro "In cucina col trucco"(ed. Mondadori). 
Ci sarà anche l'intrattenimento musicale, in un percorso anch'esso di ricerca qualitativa attraverso la musica popolare, che vedrà esibirsi in forma itinerante gruppi locali e non, arrivando fino alle atmosfere uniche napoletane con gli Ars Nova
Un salto indietro nel tempo, poi, lo regalerà l'esibizione degli sbandieratori di San Secondo, domenica 28 settembre. 

Ci sarà anche uno spazio dedicato all'arte nello spazio del Museo delle Mura, con un'esposizione sempre sul tema della gastronomia locale, mentre fra le novità di quest'anno sicuramente va annoverata la collaborazione con IGERSParma, il gruppo legato al social network Instagram, che organizzano un meeting durante il primo week end ed un contest sul tema "Borgotaro e il suo fungo", che premierà i partecipanti con una mostra per le vie della fiera durante il secondo week end. 

Due week end per scoprire il fungo di Borgotaro vivendo la sua terra, in un'esperienza unica alla scoperta del gusto della tradizione, senza rinunciare alle nuove tendenze e alla modernità.

Per info: www.sagradelfungodiborgotaro.it 
Facebook: Fiera del Fungo di Borgotaro 
Twitter: FieraFungoBorgotaro 
Instagram: Fiera del Fungo di Borgotaro 
Youtube: Fiera del Fungo di Borgotaro 
Infoline : 0525/96796

mercoledì 10 settembre 2014

Ricetta | Pasta al forno calabrese con polpettine e soppressata di Calabria DOP

A prescindere dagli ingredienti scelti (tipicamente quelli che si hanno a disposizione in casa), in tutto il meridione la pasta al forno è una vera e propria bomba energetica perchè contiene tanti sapori: oggi parliamo della pasta al forno tipicamente calabrese, che contiene uova, polpette di carne, soppressata e formaggi. In effetti pensando a tutti gli ingredienti dà l'idea di pesantezza ma come in tutte le preparazioni, basta non esagerare con le quantità e non vi sentirete in colpa ma piuttosto vi sentirete appagati dall'aver mangiato un piatto veramente squisito. 
pasta al forno calabrese con soppressata uova e formaggi di I Pasticci di Luna
Vi consiglio di prepararla in un giorno di festa o quando avrete invitati, infatti si può preparare con largo anticipo ed è ottima anche a temperatura ambiente. 

PASTA AL FORNO ALLA MANIERA CALABRESE 
Ingredienti
300 g di carne tritata (metà di manzo e metà suina)
5 uova (2 crude e 3 sode)
4 cucchiai di pecorino grattugiato
4 cucchiai circa di pangrattato (o un panino raffermo bagnato con acqua o latte e poi strizzato)
600 g di passata rustica di pomodoro
1 spicchio d’aglio
1 cipolla
1/2  bicchiere di vino rosso
olio extravergine d’oliva DOP
 un cucchiaio di strutto q.b.
sale q.b.
prezzemolo q.b.
peperoncino q.b.
100 g di formaggio a pasta morbida come provola o scamorza
400 g di rigatoni

Preparazione
Prima di tutto preparare l'impasto per le polpette amalgamando la carne con le uova,  il formaggio, l'aglio tritato, sale, peperoncino, prezzemolo tritato, e pangrattato (o pane raffermo precedentemente bagnato e strizzato). Coprire e porre a riposare per far insaporire. 
Nel frattempo tagliare a fettine e poi a pezzetti la soppressata. Tritare la cipolla e porla sul fuoco in una padella antiaderente dai bordi alti, con qualche cucchiaio di olio ed un cucchiaio di strutto. Aggiungere la soppressata e far insaporire bene poi unire una manciata di prezzemolo tritato. Nel frattempo formate delle piccole polpettine di circa 1 cm di diametro ed aggiungerle via via al soffritto. Mescolare delicatamente e far insaporire bene, quindi versare mezzo bicchiere di vino rosso e far evaporare. Versare la polpa di pomodoro e poca acqua, salare. Consiglio di non aggiungere il peperoncino in questa fase infatti la soppressata è sufficientemente piccante e il peperoncino si trasferirà in tutto il sugo. Far cuocere a fiamma vivace per mezz'ora circa (il sugo non dovrà essere troppo ristretto).  Nel frattempo tagliare la provola a cubetti e far rassodare le uova restanti quindi tagliarle a fettine. 
Cuocere i rigatoni e scolarli al dente e poi condirli con poco sugo.
In una pirofila versare qualche cucchiaio di sugo, aggiungere uno strato di rigatoni, distribuirvi sopra alcune polpettine, una manciata abbondante di provola e alcune fette di uovo sodo. Aggiungere dell'altro sugo e ripetere l'operazione con altra pasta e tutti gli altri condimenti fino ad esaurimento degli stessi. 
Distribuire sulla superficie un'abbondante quantità di sugo, formaggio a cubetti, uovo sodo e fettine di soppressata sottili. 
Porre in forno caldo a 200°C per circa 30 minuti, quindi spegnere il forno e far riposare per almeno 15 minuti. La pasta è pronta per essere servita, buon appetito!

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lunedì 25 agosto 2014

Soppressata di Calabria D.O.P. | Progetto Food blogger di ISIT: la miglior ricetta a base di salumi DOP/IGP

La soppressata di Calabria D.O.P., così come  il capocollo di Calabria DOP,è uno dei salumi italiani a Denominazione di Origine Protetta che è rappresentato dal Consorzio di Tutela Salumi di Calabria D.O.P., uno dei 14 consorzi che compongono l'ISIT, ovvero l'Istituto Salumi Italiani Tutelati. 



Si tratta di un salume di forma cilindrica leggermente schiacciata dai lati più lunghi e proprio da questa sua forma caratteristica prende il nome di "soppressata", perchè appunto durante la fase di asciugatura, le soppressate vengono sottoposte più volte al processo di "pressatura".
In Italia quasi in ogni regione è prodotta la soppressata ma l'unica riconosciuta con il marchio di Denominazione di Origine Protetta è la soppressata di Calabria, questo significa che la sua qualità e le sue caratteristiche sono fortemente correlate all'ambiente geografico in cui è prodotta. Questo significa anche che la provenienza geografica dei suini è stabilita e controllata, che tutta la produzione, la trasformazione e l'elaborazione avviene nell'area geografica delimitata e segue un processo produttivo assolutamente fedele a quanto stabilito dall'apposito disciplinare di produzione, nel rispetto della ricetta originale.
La soppressata di Calabria DOP è ricavata dal taglio medio del prosciutto e dalla spalla di suino fresco ed ha un aspetto compatto. Il suo colore dipende dagli aromi naturali utilizzati per prepararla, molto spesso è rossa, colore conferitole dal peperoncino.  Il suo profumo è intenso ed il suo sapore equilibrato. Essa, come da antica tradizione tipicamente contadina e meridionale, viene insaccata all'interno del budello naturale di suino ed inoltre viene fatta stagionare per circa 45 giorni. 
La soppressata, come gli altri salumi di Calabria, è un salume di origini remote infatti si dice che in epoca romana gli insaccati Calabresi erano conosciuti ma i loro nomi e soprattutto le tecniche della loro preparazione, emergono dal '700 in poi. Viene generalmente consumata a fette, naturale o abbinata a verdure sottolio ma anche arrostita a fette sulla brace.
Come per tutti i salumi italiani, anche per la soppressata di Calabria DOP è stato dimostrato che i salumi italiani contengono meno grassi e le riduzioni sono consistenti, infatti il contenuto lipidico totale dei salumi si è ridotto fino al 50% (cioè della metà) e in alcuni casi i grassi saturi ed il sale si sono ridotti anche del 40%, cosa che quindi li rende ammissibili anche nelle diete povere di sale (ad esempio per i soggetti ipertesi) e di grassi (per soggetti ad esempio che che soffrono di colesterolo alto). Chiaramente queste diminuzioni comportano l'aumento delle proteine e quindi questo significa che rispetto ai salumi di 20 anni fa, i salumi italiani odierni sono meno calorici, perché rispetto ai grassi, forniscono il 50% in meno di chilocalorie.


Per adesso vi saluto e vi aspetto presto con una ricetta a base di Soppressata di Calabria DOP.

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venerdì 22 agosto 2014

Insalata di ceci e cotechino con erba cipollina | Ricetta estiva

Chi ha detto che il cotechino si mangia solo a Natale? Avevo in dispensa un buonissimo cotechino Modena  IGP ed avevo voglia di farne un pranzetto coi fiocchi e con questo caldo ho optato per una fresca Insalata di ceci e cotechino che i miei commensali, nonchè critici più spietati, hanno gradito al punto di dover rifarla nuovamente.


INSALATA DI CECI E COTECHINO CON ERBA CIPOLLINA
Ingredienti
250 g di ceci secchi
1 cotechino Modena IGP
un mazzetto di erba cipollina
un mazzetto di prezzemolo
1 spicchio d'aglio
olio extravergine di oliva
sale
qualche cucchiaio di olio piccante

Preparazione
Lavare i ceci con acqua e bicarbonato e lasciarli in ammollo per circa 12 ore.
L'indomani scolare i ceci, sciacquarli e lessarli in pentola a pressione con 2 bicchieri d'acqua per circa 40-50 minuti dal fischio.
Una volta cotti i ceci, scolarli e condirli con olio e sale, quindi lasciarli raffreddare mescolando di tanto in tanto. 
Nel frattempo cuocere il cotechino Modena IGP secondo la procedura indicata nella scatola in base alla modalità da voi preferita, se in pentola o al microonde, quindi scolarlo bene (se possibile tamponarlo leggermente con della carta assorbente) e farlo intiepidire. Tagliare il cotechino a fettine e poi a pezzetti, unirlo ai ceci precedentemente lessati, aggiungere se necessario dell'altro olio, dell'olio piccante, l'aglio tritato, l'erba cipollina ed il prezzemolo. 
L'insalata è pronta e può essere consumata subito o conservata in frigo e servita al momento opportuno.

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sabato 16 agosto 2014

Ricetta | Olio Santo ovvero l'olio piccante siciliano

Sapete cos'è l'"olio santo"? Se siete siciliani non ho dubbi sulla risposta infatti in Sicilia l'olio santo è presente nella maggior parte delle dispense siciliane. Viene utilizzato per condire e profumare le molteplici preparazioni siciliane, dalla pastasciutta alla pizza, passando per l'insalata! Si tratta di olio extravergine di oliva di ottima qualità (e qui ci sta l'obbligo di specificare che l'olio dev'essere extravergine, italiano e DOP) nel quale sono stati immersi e fatti macerare dei peperoncini molto piccanti.



La preparazione è veramente molto semplice

OLIO SANTO SICILIANO
Ingredienti
olio extravergine di oliva DOP q.b.
un mazzetto di peperoncini bio molto piccanti

Preparazione
Pulire i peperoncini strofinandoli con un panno umido (in alternativa lavarli e poi farli asciugare per qualche ora su un canovaccio pulito), quindi tagliarli a fettine sottili. Per quest'operazione io indosso i guanti di lattice, tengo i peperoncini attraverso il loro picciolo li taglio con delle forbici da cucina. 
Versare i peperoncini tagliati con tutti i semi in un barattolo sterilizzato, quindi coprire con l'olio extravergine di oliva. 
Coprire con un foglio di pellicola per alimenti, chiudere bene il barattolo e riporlo a riposare al buio in un luogo fresco ed asciutto per qualche settimana prima di utilizzarlo.



Potrete utilizzare l'olio santo per condire dei crostini di pane, per profumare le vostre zuppe o la pizza, le insalate, la pasta, insomma potete dar sfogo alla vostra fantasia, ma vi avverto: andateci piano, dosatelo con un cucchiaino da caffè perchè è davvero molto piccante. 
E ricordatevi: meglio poco olio ma buono e di sicura provenienza che tanto e scadente, che poi questo consiglio ha un duplice effetto, uno sulla salute e uno sulla linea, infatti per mantenere la linea senza troppi sacrifici bastano pochi piccoli furbi accorgimenti, e vi assicuro che indossare i vestitini corti Desigual con le ballerine Mel non sarà più un gran problema davanti allo specchio! 
Ciao alla prossima ricetta.


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